vendredi, juillet 10, 2009
giò
certo che nella notte tutto si autoassorbe e tutto si rigenera. capita che si chiudono le palpebre, appesi precariamente all'uncino di un sogno e ci si risveglia fluttuando nella beatitudine del retrogusto di un altro sogno, come in un post-orgasmo.
ho sognato una donna e l'ho sognata in tutta la sua purezza, fresca e limpida come acqua sorgiva, ho sognato la lingua calda ed il bruno caramellato della sua pelle fondersi col pallore della mia.
ho sognato ciocche di capelli solleticarmi le guance nell'ondoso moto che mi copriva, come pioggia di petali, sontuosa e lenta..e mi son perduta.
risate sciolte, intrecci di mani e poi via i vestiti, schiacciamo in uno schiocco anche quei due centimetri che han sempre separato le nostre bocche in conversazione. e conversiamo in un atto unico ma a più riprese, accarezzando ogni lembo di pelle, scambiandoci tutto in un baratto equo ed al profumo di zucchero di canna, fuso in stille che lecco in tutto il loro morbido gusto.
la pace ultraterrena che solo una visione onirica mi avrebbe potuto dare.
avrei voluto disperdere la dolce vibrazione del risveglio in un elisir d'eternità, ma ho potuto solo carpirne la delicatezza, cospargendomene il corpo in un placido spiegamento a crocifisso.

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posted by simona at 2:04 PM | Permalink | 0 comments
jeudi, juillet 09, 2009
parlavi di fortuna, machiavelli?
giorni
pesti.


e giusto per dare ulteriore credito alla saggezza popolare dei proverbi, piove sul bagnato.

mai mi sarei aspettata in una giornata come quella odierna di ritrovarmi sola in biblioteca con una signora che mi ha trattenuta (3 ore e mezzo) per prestare orecchio alle sue elucubrazioni e demoniache esperienze personali con l'identificazione proiettiva.

dèi, se ci siete, lanciatemi un salvagente bello gonfio.

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posted by simona at 11:51 PM | Permalink | 1 comments
lundi, juin 29, 2009
all I need


I’m the next act
waiting in the wings
I’m an animal
Trapped in your parked car
I am holidays
that you choose to ignore

You are all I need
You are all I need
I’m in the middle of your picture
Lying in the leaves


I am a moth
who just wants to share your light
I’m just an insect
trying to get out of the night

I only stick with you
because there are no others

You are all I need
You are all I need
I’m in the middle of your picture
Lying in the leaves

It’s all wrong
It’s all right
It’s all wrong

ALL I NEED - RADIOHEAD

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posted by simona at 11:34 AM | Permalink | 3 comments
jeudi, juin 25, 2009
il pentagramma della disillusione
"ma ce chiaminde a 'ffà, 'ca non la sap gu'dà?" (trad. cosa guardi a fare se non sai guidarla?) è così che oggi un settantenne mio compaesano ha ammonito il suo compare intento ad ammirare la novella signorina moto che da oggi accoglierà le riverite natiche mie, dietro quelle del mio rampante lui. ed è così che la piazza vanta ancora oggi il privilegio d'essere il teatro in cui storicamente tutti si fanno gli affari di tutti, il palco in cui il solo atto di osservare una moto diventa reato nel momento in cui non la si sa guidare, così come radiografare una ragazza in gonna corrisponde ad un pubblico linciaggio. dalle mie parti si è ancora lontani dall'emancipazione dalla zappa, eppure nemmeno spostarsi nelle più grandi città fa ben sperare in quel sud che i miei più remoti antenati bramano da almeno due secoli. il periodo non è dei più propizi per poter stilare il pippone sull'insoddisfazione cronica della propria terra, bari è oltretutto fresca di vittoria elettorale, di riconferma di un sindaco che finalmente lo sta cambiando il volto di questa benedetta città, senza snaturarla o sfigurarla, donandogli anzi quel rilievo che per anni gli è stato negato, quel minimo di caratteri centreuropei. eppure. eppure la diaspora dei miei coetanei è continua e necessaria, ed io non ho più fogli bianchi per enumerare i motivi per cui da un anno a questa parte, da quando son tornata dalla francia, mi sento paludosa. pare che sei mesi in qualsiasi luogo diverso da questo siano sufficienti a triplicare le attività che in un anno si consumerebbero qui, in questo sud in cui per spedire una raccomandata devi portare con te tovaglia e set da pic-nic all'ufficio postale, per fare due chiacchiere con un professore devi saperlo aspettare 3 ore sulla sua porta e per sopportare la lunghezza della fila di una qualsiasi segreteria sono necessari gli integratori sportivi. è vero, il problema è di portata nazionale ed ora più che mai le echi più squisitamente trash rimbombano fuori dallo stivale, allora com'è possibile che siamo i soli a non accorgerci di vivere sotto la dittatura più becera che un governo possa ordire?? com'è possibile che siamo i soli europei a non poterci permettere nemmeno un intero figlio a famiglia mentre il nostro premier camperebbe per anni un impensabile harem di politichetti con relative minorenni ed escort disposte anche solo a mostrargliela? oggi, ricevuta l'insolita notizia di un cugino ventisettenne che diventerà papà, son ruscita a trattenere la domanda "ma lo volevate?" solo perchè soccorsa dalla consapevolezza che prima di potersi permettere un tale "lusso" il mio giovane cugino ha lavorato dieci anni ed ancora lavora tra veneto, svizzera ed inghilterra, un fortunato trittico per potersi ritenere uno dei pochi ventisettenni meridionali futuro papà con lavoro a tempo determinato.
la fuga come condizione necessaria e sofferta..? attaccamento alla propria salute, nei restanti numerosissimi casi.
parlando con un calciatore del bari, angolano con passaporto francese, che ha avuto l'intraprendenza di abbordarmi in pullman, siamo giunti alla fatidica domanda: "vivi da 3 anni a bari, come ti trovi qui da noi?" "beh, se l'anno scorso non mi avessero incendiato la macchina sotto casa ti avrei detto bene.."
è che non ci teniamo proprio a noi, crediamo di saperci tutelare ma siamo capaci di farlo solo coi nostri comodissimi e cellulitici didietro, ecco cosa.
parafrasando i fratelli cohen mi verrebbe da dire che questo è un paese per vecchi, se ci aggiungiamo ricchi ed imprenditori poi, si casca ancora meglio.

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posted by simona at 11:10 PM | Permalink | 4 comments
mardi, juin 09, 2009
la cosa berlusconi
Saramago: La cosa Berlusconi
di Josè Saramago, da El País, 6 giugno 2009, traduzione di italiadallestero.info

Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.

I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.

Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.

La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.

Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?


(7 giugno 2009)

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posted by simona at 12:21 AM | Permalink | 3 comments
lundi, juin 08, 2009
mancano solo i risultati

dovevo sospettare che la giornata sarebbe stata interamente gradevole dalla mia modalità di risveglio preferito: il profumo delle polpette appena fritte.
con un'accoglienza simile al nuovo giorno diventa piacevole persino scoprire di aver perso la tessera elettorale giusto un minuto prima di andare a votare. è anche vero che il comune del mio paese diventa efficientissimo guardacaso solo il giorno delle elezioni, così duplicare la tessera mi porta via non più due minuti.
la croce su vendola può infine portarmi serenamente al mare, ho dovuto attendere questo giorno (la fine della tensione elettorale con relativa campagna, volantinaggio e cose belle nonchè di un periodo di altalene di cui la perdita di peso è stata la più naturale conseguenza) per poter finalmente godere come cristo comanda di questi tanti, tantissimi gradi che riscaldano la puglia da ormai un mese.
polignano è sempre bella e scriverne più di quanto non abbiano già fatto i grandi è cosa vana. qualcuno ha persino pensato di riservarsene un pezzo pubblico (vedi foto del post successivo:). con la mia signora madre e la signorina sorellapiccola son riuscita tra le altre cose a battere il mio record estivo e studiare letteratura italiana per un'ora sotto il cocente sole, intervallando piacevolmente torquato tasso al primo bagno dell'anno e pietro metastasio ad una caduta sugli scogli. dettagli...
una sosta-gelato a Pezze (dove al sig. gelataio basta guardarmi per indovinare che sono una cultrice del pistacchio e consigliarmi spassionatamente il suo "se non ti piace non me lo paghi, ti sfido":) e poi via verso un'altra spiaggia, questa volta per raccogliere i fioroni appena maturi del giardino di zio angelo. ne riempio un sacco e quando torno a casa di nonna gli zii mi illuminano su qualche loro tecnica contadina per velocizzare i tempi di maturazione. pare che basti sfiorare il "culo" con un pò d'ovatta imbevuta di olio tiepido per stimolare questi bei frutti ad una immediata maturazione. che bello, in un attimo mi sembra di avere in pugno il segreto della vita: olio extravergine d'oliva pugliese come linfa d'oro vitale.
carica di questi sapori mi rimetto in macchina per partecipare all'emozione che il mio cugino preferito ha provato oggi nel trasferirsi nella sua prima vera casetta, un bilocale ricavato da una masseria ottocentesca, restaurato ed immerso in un agrumeto quasi moresco, in realtà a due passi dal centro di monòpoli. ma che culo. a complimentarsi con lui ci sono anche mia cugina ed il suo fidanzato genovese che ho finalmente avuto il piacere di conoscere, riuscendolo ad amare in soli dieci minuti di conversazione in cui s'è parlato di cucina turca e libanese passando per l'archeologia medievale e la vittoria dei comunisti nella finalmente autonoma groenlandia. sublimo questa giornata davanti alle mie belle friselle col pomodoro, cullata dal profumo della terra bagnata da una di quelle belle piogge estive, rinfrescanti e riconcilianti. già, inseguendo gli exit poll ci si rilassa così...

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posted by simona at 12:09 AM | Permalink | 0 comments
vendredi, juin 05, 2009
il saraceno
ho un formicolio all'altezza dei polpastrelli, sento che le dita cercano disperatamente il contatto dei tasti, mi batte il cuore come quando sto per cominciare il primo tango della serata. eppure. eppure come al solito, quando riprendo questo blog dopo un periodo d'abbandono non so veramente da dove cominciare...
cos'è successo in un mese? parecchio, a partire dalla versione tv del video di cui sotto. ma di più serio c'è che mi sento in un limbo tra l'iperuranio e l'iperumberto.
renato carosone, il nostro renato cantato in macchina all'unisono, ne sa qualcosa. è impressionante quanto, oltre l'aderenza perfetta del testo all'esemplare maschile che sto analizzando da vicino, carosone parli di sospiri nella stessa accezione petrarchesca del termine...neostilnovisti :-)

Tene 'e capille ricce ricce,
ll'uocchie 'e brigante e 'o sole 'nfaccia,
ogne figliola s'appiccia si 'o vede 'e passa'...
'Na sigaretta 'mmocca,
'na mano dint' 'a sacca
e se ne va smargiasso pe' tutta a città...

O sarracino, o sarracino,
bello guaglione!
O sarracino, o sarracino,
tutte 'e femmene fa suspira'...
E' bello 'e faccia
è bello 'e core,
sape fa 'ammore!
E' malandrino,
è tentatore,
si 'o guardate ve fa 'nnammurà.
E na bionda s'avvelena,
e na bruna se ne more...
è veleno o calamita?
chisto 'e femmene che ll' fa?...
O sarracino, o sarracino,
bello guaglione!
E' bello 'e faccia,
è bello 'e core,
tutte 'e femmene fa 'nnammura'!

Ma 'na rossa, ll'ata sera,
cu nu vaso e cu na scusa,
t'ha arrubbato anema e core...
sarracino, non si cchiù tu!
O sarracino, o sarracino,
bello guaglione!
o sarracino, o sarracino,
tutte 'e femmene fa 'nnammura'.
Sarracino, sarracino...

O SARRACINO - RENATO CAROSONE




una sorta di comunicazione di servizio per informare che ho riavuto la connessione al portatile, e che quindi da domani ricomincio. il vizietto è vizietto, oh :-)

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posted by simona at 11:38 PM | Permalink | 1 comments